Caso Battisti: il Brasile e la giustizia inesistente
Del caso di Cesare Battsti, accusato di atti di terrorismo durante gli anni di pimbo ed ex militante dei Pac (proletari armati per il comunismo), se ne è parlato molto poichè come sappiamo dopo anni di latitanza dopo le diverse accuse di omicidio nel 2007 fu arrestato in Brasile e nel 2009 chiese lo status di rifugiato politico e quindi sul tira e molla tra il Governo Italiano e quello Brasiliano per chiedere la sua estradizione per scontare le condanne in Italia. In questo ci fu un lungo braccio di ferro poichè il presidente Lula negò l'estradizione, tra lo stupore e il dissenso del governo e della intera opinione pubblica. Di questi giorni la notizia che Battisti è stato liberato, ovviamente una decisione davvero sconcertante soprattutto per i parenti delle vittime che vedono uccisi per la seconda volta i loro cari, una decisione che ha fatto inorridire il Governo che farà ricorso all'AJA il tribunale internazionale, e lo stesso Carderoli propone di boicottare i mondiali del 2014 che si terranno proprio in brasile, in risposta a questa decisione assurda. Lo stesso Napolitano ha alzato i toni, dicendo che si sono lesi i rapporti tra Brasile ed Italia anche se, il Ministro dello sviluppo economico Romani assicura che i rapporti economici restano quelli che sono. Adesso cosa succederà? Innanzitutto anche se il Governo Brasiliano ha affermato che il verdetto non si discute l'Italia presenterà ricorso e si spera che almeno all' AJA ci diano ragione in modo da poter rendere giustizia alle vittime morte a causa della mano omicida di una terrorista, e se davvero la strategia comune di combattere il terrorismo è quella di rilasciare dei terroristi condannati, allora credo che ci si deve chiedere, in tutto questo chi ci guadagna? Gli stessi giudici Brasiliani sulla base di cosa hanno deciso la scarcerazione? che gioco stanno facendo? in questo si prefigura un'altra battaglia diplomatica per rendere giustizia ai caduti
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